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Gran Bretagna
ELEZIONI POLITICHE 2010

Un voto per il bene comune


Le prossime elezioni sono un’occasione per chiederci in che genere di società desideriamo vivere. A un livello più profondo, siamo condotti alla domanda: “Che cosa voglio dalla vita?”

Nelle elezioni, sperimentiamo una forte tentazione di votare semplicemente per il partito che ci garantisce i maggiori benefici o che meglio collima con le nostre idee precostituite, o in alternativa di reagire apaticamente. Guardando alla nostra personale esperienza, dobbiamo riconoscere che il mero interesse personale ultimamente non ci soddisfa; che desideriamo vivere in unità con gli altri, non individualisticamente. Ma per far crescere questa intuizione iniziale abbiamo bisogno di un “luogo” che possa educarci. Per noi, questo luogo è la Chiesa.

Perché una società fiorisca, c’è bisogno di persone che si coinvolgano nella società civile. Molte persone sono motivate a dare il proprio contributo alla società dalle loro credenze e dalla tradizione religiosa cui appartengono. Lo stato dovrebbe riconoscere e facilitare questo coinvolgimento, nella consapevolezza che il tentativo di ridurre la fede religiosa alla sfera della devozione privata rischia di essere dannoso per la nostra società. Solo una società che difende la libertà della Chiesa e degli altri gruppi religiosi di vivere secondo la loro fede è in grado di difendere la libertà della persona.

Riteniamo che il documento “Scegliere il bene comune” diffuso dalla Conferenza Episcopale Cattolica ci aiuti a porci davanti alle elezioni in un atteggiamento più umano. Questo documento descrive il bene comune come “l’insieme delle condizioni sociali che mettono i singoli uomini e i gruppi in condizione di fiorire e vivere una vita piena, veramente umana”. Questo principio conduce a posizioni concrete su temi quali:
– la dignità della vita umana, compresa quella dei non nati, dei disabili e degli anziani,
– la necessità di una dimensione etica per il sistema finanziario, non lasciato alla sola dialettica fra libero mercato e regolamentazione statale,
– il sostegno al matrimonio e alla famiglia come pietre angolari della costruzione di una società solida,
– la responsabilità verso i poveri, in Inghilterra e all’estero, e verso l’ambiente che lasceremo alle future generazioni,
– il sostegno alle aggregazioni di persone che liberamente operano insieme – in autonomia dal governo – per il bene degli altri.

Per cominciare a fare nostra questa educazione, occorre che consideriamo i partiti e i singoli candidati alla luce dei diversi aspetti del bene comune, e che esprimiamo il nostro voto secondo questa ottica. Anche un minimo passo che ci educa nella direzione del bene comune ha valore, perché “quanto più ci si adopera per un bene comune rispondente anche ai reali bisogni del nostro prossimo, tanto più lo si ama efficacemente” (Benedetto XVI, Caritas in veritate, 7).

Comunione e liberazione UK
4 maggio 2010

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